Qualunque cosa tu stia facendo ora, fermati e chiediti se sei felice. Domandone non pertinente in questo momento, vero?

Eppure, ti sembrerà assurdo, ma proprio in questo periodo dovremmo capirne il significato ed esercitarla!

 

Ma cos’è la felicità?

Il 20 marzo del 2012 è stata istituita dall’ONU la Giornata Mondiale della Felicità.

Nella definizione di Wikipedia, “la felicità è lo stato d’animo positivo di chi ritiene soddisfatti tutti i propri desideri”. Molto simile la definizione di felice nell’Enciclopedia Treccani: felice agg. [lat. Felix –icis, dalla stessa radice di fecundus, quind propr. “fertile”] – Che si sente pienamente soddisfatto nei propri desideri (…).

Se partiamo da queste definizioni significa che la nostra felicità è collegata al semplice Desiderio.

Come Happiness Life coach vi assicuro che se lasciassimo dipendere la nostra felicità dall’aspettativa della soddisfazione di uno o più desideri, saremmo eternamente infelici.

Siamo umani e, al godimento di un piacere diamo vita immediatamente al bisogno di soddisfarne un altro.

Giacomo Leopardi, che non brillava di certo per il suo stato di felicità, ci ha lasciato una grande verità con una spiegazione suprema nella sua Teoria del piacere per la quale riusciamo a provare appagamento solo nel ricordo del passato e nell’attesa del futuro.

Di conseguenza non potremmo mai essere felici perché non viviamo nel momento presente.

 

Ecco il nodo: la felicità può esistere solo nell’ora e qui.

Ma siamo spesso distratti e ci passa sotto il naso mentre pensiamo a quello che abbiamo fatto o che faremo!

 

Comunque e ovunque sia la felicità, un dato è certo: parte da noi stessi.

Sento la sommossa dei ragionamenti. Come faccio ad essere felice se non ho soldi per pagare l’affitto? Se non ho un lavoro, se sono single e non riesco a trovare l’anima gemella, se non riesco a comprarmi la macchina, se non dimagrisco, se…

Analizzate la sommossa interiore…cosa notate?

Un fattore comune: la felicità è legata sempre a qualcos’altro al di fuori di voi stessi. E nella vita di tutti i giorni è normale che sia così perché oggettivamente ci sono bisogni primari e secondari che fanno parte della nostra routine quotidiana e ci permettono di sopravvivere.

Ma la vera felicità arriva da dentro e non da quello che troviamo fuori.

O meglio, l’ambiente ci può condizionare e sta a noi trarne il meglio.

 

Nel World Happiness Report 2020, la Finlandia è al primo posto tra gli stati più felici per il terzo anno consecutivo. Dopo la campagna per adottare un finlandese per scoprire il perché del loro stato di felicità, si è arrivati a comprendere che l’equilibrio tra l’interno e l’esterno è uno dei fattori più importanti.

Il report del 2020, infatti, analizza il fattore ambiente come caratterizzante della ricerca di quest’anno. I finlandesi vivono nella natura, hanno un buono stato sociale, sono soddisfatti della loro vita e dei loro rapporti interpersonali.

Mentre Torino lancia il progetto Felicità civica per definire il primo indice di felicità di una città, l’Italia ottiene solo il 30° posto su 153 stati analizzati nel Report.

Ci trasferiamo tutti in Finlandia? È il paese di Babbo Natale e questo basta per spiegare la loro felicità!

 

La notizia è che possiamo essere felici anche senza espatriare!

Perché Happiness&Style?

Se la felicità parte da dentro, dentro ci siamo NOI con tutti i nostri pregi e difetti ma con una grande forza, ossia la possibilità di produrre gioia.

C’è un unico luogo dove è collocata la felicità. È il nostro cervello, inutile cercare altrove!

Il nostro cervello ed il nostro corpo sono una farmacia inesauribile di sostanze che possono stimolare la felicità, dall’adrenalina alla dopamina, passando per le endorfine e la serotonina!

Allora perché non approfittare di questa grande risorsa gratuita e sempre a disposizione?

Ci si può allenare alla felicità imparando ad esercitare la parte più emozionale rendendola più forte con un’inclinazione alle emozioni positive.

In Wired for Joy, Laurel Mellin, acclamata autrice del New York Times, spiega il potere dell’EBT, l’Emotional Brain Training che ha come scopo quello di fornire gli strumenti necessari per superare vari livelli di stress e riportare il cervello ad uno stato di GIOIA. Un vero e proprio training!

Sapete che il cervello non contraddistingue se sorridiamo veramente o per finta?

Fate questo esperimento: sorridete, muovendo tutti i muscoli del viso interessati; ripetetelo per tre volte. Entrate nel mood, anche guardandovi allo specchio ma non necessariamente.

State ingannando il vostro cervello a cui arriva un messaggio positivo che si ripercuote sul vostro umore!

Tra cervello e felicità, perché parlare di stile?

Lo stile è quello che ci contraddistingue dagli altri e ci rende unici, non omologati ai trends e in linea con la vita che conduciamo ed i valori che riteniamo importanti.

Quando ci sentiamo nei nostri panni e quando il nostro aspetto esteriore è in equilibrio con il nostro Io interiore, ci sentiamo felici perché entra in gioco un altro fattore importante: la nostra autostima.

Lo psicologo e psicoterapeuta Nathaniel Branden, pioniere nel campo dell’autostima, affermò che

L’essenza dell’autostima è fidarsi della propria mente e sapere di meritare la felicità”.

Secondo Branden, nel suo celebre saggio “I sei pilastri dell’autostima”, l’autostima ha un volto e si ritrova anche nel modo in cui si appare, si parla e ci si muove nonché a livello puramente fisico in caratteristiche come “…sguardo sveglio, brillante e vivace; viso rilassato (…) colorito naturale e buona elasticità della pelle (…) le spalle sono erette ma rilassate (…), la camminata tende a essere decisa…”

Aumentare l’autostima accresce la felicità.

E allora come aumentare l’autostima per dar vita ad un processo a catena che si ripercuote sul nostro stile e sulla nostra felicità facendoci diventare Happiness addicted?

Si passa ad un piano d’azione!

Ho scelto 7 azioni da compiere per allenarci come happiness addicted perché ho scoperto che, tra le altre cose, il numero 7 è un numero felice!

  1. Lavorate sulla postura: la mente influenza il corpo e viceversa. Dobbiamo diventare consapevoli del nostro atteggiamento e trasformarlo in atteggiamento di apertura. Spalle rilassate, schiena dritta, testa alta. Muoviamoci nello spazio con la consapevolezza dei nostri movimenti e del nostro riempire quello spazio. Anche un solo gesto può cambiare il vostro stato d’animo: quando vi sentite negativi e tristi, provate ad alzare le braccia in un atteggiamento di vittoria sopra la vostra testa. Così spezzate il momento e il vostro cervello riceve un messaggio positivo.
  2. Esercitatevi ad amare voi stessi: concedetevi del tempo per coccolare il vostro Io ed allenatevi ai commenti positivi. Osservatevi fuori e dentro e provate a far tacere la voce interna che vi far girare in mente strane idee sul vostro conto. Perché nell’auto-sabotaggio siamo i numeri uno! Scrivete su due colonne gli aggettivi positivi e negativi per descrivervi interiormente. Ora provate a trasformare gli aggettivi negativi in positivi, spiegandoli anche con parole diverse per creare un nuovo punto di vista. Stessa cosa per l’aspetto esteriore: descrivete ciò che vi piace e ciò che non vi piace e poi, riflettendo su quest’ultimo, cambiate prospettiva e cercate di trovare le parole che possano lasciare margine al cambiamento.
  1. Create nuove abitudini: se perseverate in quello che siete abituati a fare e che non vi rende felici, continuerete ad impantanarvi nel cosiddetto crazy 8…Siete tristi poi arrabbiati, contenti e di nuovo tristi, insoddisfatti, arrabbiati e così via a girare sulle stesse emozioni. Potete sollevare la vostra autostima incoraggiandovi a fare nuove scelte. Perché la felicità è una scelta e la scelta determina il cambiamento. Interrompete la routine e sostituite le vecchie abitudini.
  2. Diminuite lo stress: non è un’utopia…Lo stress diminuisce all’aumentare della gioia quando decidiamo di fare a meno o di interrompere circuiti viziosi. Quando sentite che aumenta lo stato di stress bloccate il momento e fate altro: una passeggiata, un break veloce per spostare l’attenzione su qualcosa che amate fare, guardate un video che vi diverte…Scegliete di essere nel presente e costruitevi una bolla di concentrazione personale.
  3. Datevi un appuntamento: lavorare su di sé, sulla propria autostima e creare una success identity richiede impegno. Organizzate un’agenda settimanale e prendete un appuntamento quotidiano con voi stessi, anche solo una mezz’ora per dedicare del tempo alla vostra mente e al vostro corpo.
  4. Iniziate a scrivere un Diario di gratitudine: siate grati a voi stessi ed agli altri, alla vita, per quello che avete, per quello che siete, per quello che ricevete ogni giorno, per i vostri fallimenti che sono solo la strada per nuove opportunità – “Il fallimento è solo crescita sotto mentite spoglie: una pecora vestita da lupo” (Il club delle 5 del mattino di R. Sharma). Dal 2010, è stato indetto persino un Day for failure il 13 ottobre, dove ognuno racconta la sua esperienza lasciando testimonianze…della serie “condividere fa bene”! Ritornando al diario, appena vi alzate e prima di andare a dormire, descrivete un episodio, un pensiero, basta anche una parola per esprimere la vostra gratitudine mettendola nero su bianco.
  5. Celebratevi: fatevi dei complimenti e diventate il vostro best friend. Non dovete per forza salvare il mondo o inventare il teletrasporto, può essere un piccolo passo avanti conquistato nei precedenti 6 punti, un cambiamento anche minimo nel vostro approccio al quotidiano.

 Come passare dai buoni propositi all’azione? Secondo Mel Robbins, coach internazionale ed esperta di leadership e crescita personale, bastano 5 secondi per cambiare vita:

“Se stai cercando la persona che ti cambierà la vita, guardati allo specchio….(…) O trovi un modo o trovi una scusa…”

5, 4, 3, 2, 1…